Indovena – rock labronico su Livorno Alternativa

Gli Indovena, rock band livornese ,esordisce nel 2004 con l’EP “Sammy“; in seguito partecipano ad alcuni concorsi con ottimi risultati fino a che nel 2006 vincono la 18° edizione di Rock Targato Italia. La vittoria consente al trio di figurare nella compilation 2007 della manifestazione musicale di fianco a nomi quali Marlene Kuntz, Estra e Scisma con il brano “L’inerzia di Nelson nel sonno“. Nel 2007 il trio labronico pubblica il suo vero e proprio esordio, “La Sfilata di Cerbero” (LadyMusicRecords), album ben accolto dagli addetti ai lavori e apprezzato dal pubblico anche grazie alla rotazione radio-televisiva del singolo “Panico” (Videoclip di Stefano Poletti). Grazie a questo esordio la stampa definisce gli Indovena “percussivi ed energici” e il loro stile “un incontro tra rock, pop, grunge e psichedelia“. Nel 2010 esce “Lascia andare la marea” (Inconsapevole Records): suono risoluto e compatto, melodie ben definite, testi in cui fluiscono le emozioni più intime e con la giusta dose di coscienza. Nove brani in cui la vena rock degli Indovena esplode a più riprese con prepotenza e naturalezza entrando in sano conflitto con i passaggi più romantici, il lato pop. Il titolo dell’album ben rappresenta il modo di essere e di fare musica degli Indovena. Un’esortazione a liberare le emozioni trattenute e represse ma pronte a rigonfiarsi come fa la marea seguendo le lune e senza che nessuno possa arrestarla. Nel contempo “Lascia andare la marea” è un invito a lasciar perdere i movimenti della massa (il conformismo) e un auspicio rivolto al pubblico perché si faccia trasportare dalle canzoni dell’album come da una marea, che può cullarlo ma anche, in certi frangenti, scuoterlo con violenza. Da quest’ultimo disco sono estratti i due singoli “Il Sogno Di Yoko” e “Il Gioco Dell’Estate“. 

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Borz: viaggio electro-pop tra meteoriti di Rettore, Decibel, CCCP e Bertè

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Il Joker, con il volto truccato di bianco, rosso e nero, da sempre se lo porta dentro. Quasi fosse una magia reale, una metamorfosi fumettistica naturale, una immagine solida all’incontrario che si riflette “dietro” lo specchio dell’ipocrisia, di quella ipocrisia sociale e moderna che vuole imporre decisamente la felicità ad ogni costo. E la deride, la deride continuamente con una sorta di rito dalla gestualità teatrale, quasi uno stregone, uno sciamano nel cerchio magico colorato dentro il quale nessuno ha il coraggio di entrare, anche se fortemente tentato dal farlo ad ogni costo.E così, in modo del tutto naturale, con un po’ di crema bianca per la pelle, la cenere disigaretta per gli occhi, il rossetto della moglie per la bocca, nasce la favola reale del bruco che diventa farfalla:Borz, l’Electroclown Anni 80 bianco-rosso-nero, si presenta oggi in scena con una maschera fumettistica di cerone bianco sul volto, gli occhi cerchiati bianco-neri panda-like, rossetto rosso carminio intenzionalmente sbaffato.

Ma questa, dicevamo, è solo l’immagine riflessa al contrario del personaggio astratto, ma solo di poco, non convenzionale. Dietro, in realtà, c’è sempre presente l’anti-eroe pieno di energia musicale che propone una accattivante e frizzante miscela esplosiva fatta di disco, house e punk in lingua italiana. Una sorta di caleidoscopio elettronico cangiante che sincronizza, con estrema precisione millimetrica, un progetto sonoro costruito con loops,
batterie elettroniche, suoni energetici di chitarre non distorte ed ambiente ritmico anni ’80.

Già, nessuno di noi voleva scendere dalla giostra degli anni ’80. Tutto quello che si percepiva era magico, sognante ed invogliava ad osare involuzioni musicali, a mescolare ali, radici e suoni differenti, a costruire rappresentazioni sonore di vita personale con scene di gioia, dolore, allegria, pazzia e voglia di vivere all’infinito in una spirale sempre
più evolutiva. Mai scendere alla prossima fermata …

L’Electroclown si è autogenerato e, con la sua band JokerBoyz, ci invita a salire sull’astronave sonora dell’ electropop per un viaggio verso Alpha Centauri. E noi, dagli oblò sagomati a forma di pentagramma, osserviamo le meteoriti musicali di Rettore, Decibel,CCCP e Bertè che ci sfiorano con le loro code fiammate. Ma non abbiamo timore : una
risata ci salverà !        Microbass

Andrea Borghi, Borz, è un musicista e cantante modenese nato dalle sonorità crude e semplici della subcultura Punk-Rock emiliana.Capitano indiscusso della storica band Kilowater, spalla e collaboratore dei Punkreas, Shandon, Linea 77 e con ben 5 album auto prodotti alle spalle si è sempre dedicato al punk fino al 2011 quando ha iniziato un progetto autonomo, con sonorità completamente nuove.Supportato da potenti e incalzanti musiche elettroniche, l’electroclown canta e recita il proprio personaggio non dimenticando mai la propria formazione musicale fatta di fraseggi di Punk-Rock. Una grande band al seguito per un grande progetto. Due ore di musica per un mix alternativo e coinvolgente che insieme agli inediti dell’artista, ripercorre i grandi brani italiani e stranieri.

Dopo aver capitanato per anni la celebre punk band Modenese “KILOWATER”, facendo da spalla a PUNKREAS,SHANDON,LINEA77 e con ben 5 album autoprodotti alle spalle, nel 2011 il bassista e cantante emiliano Andrea Borghi si lancia nel suo primo progetto solista “BORZ”. Ispirando il suo personaggio ad un joker fumettistico, BORZ crea il suo mondo teatrale e musicale, in cui si pone al centro della scena come simbolo dell’ipocrisia di una società che impone la felicità ad ogni costo. Con la sua band, sperimenta sonorità elettroniche mixate con abbondanti dosi di chitarre punk e cerone bianco e il risultato non tarda ad arrivare: un vibrante Electropop.Nel 2012, dopo solo un anno dall’inizio del progetto, esce “Electroclown” il primo e rappresentativo singolo di questo nuovo progetto musicale in cui l’evoluzione dell’artista verso nuove sonorità è evidente. In attesa dell’uscita del suo album entro la fine dell’anno, Borz ha aperto la stagione estiva dei suoi concerti presentando il suo secondo singolo “Anni ‘80” al Mr. Muzic OFF.

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