La forma delle nuvole, il nuovo album del cantautore Ruggero Ricci

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La Forma Delle Nuvole”, nuovo album di Ruggero Ricci.

Il ritorno del cantautore romagnolo è segnato da un disco dalle liquide sonorità electro pop fondato sull’ideale di libertà: di scegliere, ma soprattutto di interpretare la realtà che ci circonda, la scelta di una prospettiva arbitraria che rende ogni cosa mutevole. Nelle nuvole ognuno di noi può elevarsi e vederci ciò che desidera. Si torna bambini, si galleggia nella semplicità e si fantastica in una dimensione onirica, quasi fiabesca.

Genere: pop / electro / cantautorato

Label: PMS Studio

Release Date: 02.12.2017

Spotify https://open.spotify.com/album/5iqof5fGNxHLEvuCxDZrMe

Un intenso e appassionato lavoro ha coronato la realizzazione del nuovo album del cantautore Ruggero Ricci.

Prodotto dalla PMS Studio, è disponibile su tutti i digital store dal 2 dicembre 2017 con una fitta programmazione di presentazione live:

11/11/2017 @ Teatro Rosaspina Montescudo (RN ), ospite di Sugar Free Party

17/11/2017 @ Teatro del Navile Bologna, ospite e giurato alla Rassegna Cantautori “Bologna una Città per Cantare”.

18/11/2017 @ Locale Ai Pioppi Lido di Savio ( RA )

03/12/2017 Centro ESP (RA) – Showcase Album con firmacopie e presentazione live con band

16/12/2017 Sala Polivalente – Idea soc. Coop Gambettola (FC) Concerto di Natale

17/12/2017 @ Chiribilli Art Cafè Bagnacavallo (RA)

14/01/2018 @ Le Maioliche Faenza (RA) Showcase Album con Firmacopie e presentazione live con band

La forma delle nuvole contiene 16 brani inediti scritti da Ruggero Ricci e segna a livello di contenuti un cambiamento rispetto al suo primo album Contrasti del 2014: certe metafore inserite volutamente, l’utilizzo mirato di cori e seconde voci avvicinano l’ascoltatore ad autori come Federico Zampaglione, Niccolò Fabi e Giuliano Sangiorgi, dove la ricerca è sempre accompagnata dalla vocalità e dal rispetto del suono.

Google Play https://play.google.com/store/music/album/Ruggero_Ricci_La_forma_delle_nuvole?id=Bvbtdapzneko56hunrt2q5mflzq

Il senso racchiuso in questo disco è l’ideale di libertà posto prima di tutto. Libertà di scegliere ma soprattutto di interpretare la realtà che ci circonda, la scelta di una prospettiva arbitraria che rende ogni cosa mutevole. Nelle nuvole ognuno di noi può elevarsi e vederci ciò che desidera. Si torna bambini, si galleggia nella semplicità e si fantastica in una dimensione onirica, quasi fiabesca.

Fanpage https://www.facebook.com/ RuggeroRicciOfficial

La parola chiave che rende meglio l’idea ce la offre direttamente il protagonista, con la sua consueta travolgente allegria e lo sguardo dolce e sognante: “Contaminazione”.

Il denominatore comune è il genere pop melodico, spesso e volentieri annacquato da un taglio elettronico che si amalgama perfettamente con le tendenze musicali del momento.

Lo si percepisce in brani come Respiro, Succede, Una piccola parte di me, dove l’arrangiamento è accattivante e rende giustizia a testi che si possono vivere in prima persona come fotogrammi che scorrono a raffica.

YouTube channel https://www.youtube.com/user/ RuggeroRicciVEVO

Al centro di ogni testo vi è la realtà delle cose, è come se ognuno di noi potesse intravedere frammenti della propria vita posti secondo un filo logico ben specifico; si intuisce dunque che i testi costituiscono il punto di forza del disco e ciò che rende unica ogni canzone è la voce del cantante, che sembra dare un peso specifico ad ogni parola, con intenzioni differenti quasi a voler accompagnare l’ascoltatore in un percorso sensoriale, dove ogni titolo può essere assimilato ad un colore differente.

Instagram http://instagram.com/ruggeroricciofficial

Insomma La forma delle nuvole è un album che non ha età ed è per tutti i gusti. Un album ideale per viaggiare con la mente, come un libro che si lascia sfogliare con facilità, regalandoti una canzone per ogni stagione.

Il singolo, con relativo video disponibile su YouTube, che accompagna l’uscita del disco è Distratta-mente: “Può essere considerato un brano poliedrico che parla della routine quotidiana e nel quale chiunque può immedesimarsi in prima persona.” afferma il cantautore. “Il panorama – che prende in esame la società contemporanea – è alquanto desolante: la superficialità e l’apparire sono sempre al primo posto e sembra sempre più lontana e utopica la volontà di ogni individuo di dare valore al proprio io nell’essere se stesso ed andare contro-corrente.”

Distratta-mente https://www.youtube.com/watch?v=52yGWXlmvo8

Tracklist

1. Cercando un lieto fine

2. Questo mio esistere

3. Il riflesso di me e di lei

4. Succede

5. Distrattamente

6. L’ultimo raggio di sole

7. Sopra ali di niente

8. Io dico ti amo

9. La forma delle nuvole

10. Una piccola parte di me

11. L’amore ti porta a cambiare

12. Invisibile

13. La condizione

14. Respiro

15. Il giorno della tua festa (Alessandra)

16. Indietro ancora

Biografia

Ruggero Ricci nasce a Lugo (RA) il 13/02/1989. Fin da bambino dimostra una forte predisposizione per la musica Soul-R&B con successivo inquadramento nel genere brit-pop. I suoi riferimenti principali sono: Amy Winehouse, Janis Choplin, Billie Holiday e James Brown. La passione per la musica lo spinge ad intraprendere la via della composizione di testi come autore e della didattica del canto, con la maturazione di un percorso incentrato in buona parte sull’esperienza live. Attualmente è cantautore per l’etichetta indie PMS Studio e docente di canto moderno presso “Accademia 49 ®” di Cesena.

Contatti

www.facebook.com/BlobAgency

antipop.project@gmail.com

Frank Lavorino 339 6038451

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TeleZombies – “Not (A) Live”

A cura di B.B (non sono Brigitte..)

Oggi andiamo a parlare di un genere marginale, irriverente, talvolta ripudiato o banalizzato! Sono poche le band in Italia che portano avanti quella tradizione musicale iniziata dai Misfits alla fine degli anni 70, la quale fonde il classico punk-rock a temi e atmosfere horror. L’Horror Punkè da anni sprofondato nello stesso oblio da cui nacque: “Qualcuno dovrà pur farlo, spaventare ed emozionare le genti al tempo stesso!” ed è così che nel 2012 nascono iTeleZombies(AKA TvZombies). I ragazzi vengono da Livorno e dopo neanche un anno, anzi dopo solo un paio di sessioni di scrittura, hanno già pronto il loro primo EPNot (A)Live. Un disco sfrenato e senza respiro, registrato per metà live (gli strumenti) e per metà studio (voce e cori).

L’EP contiene 7 pezzi di cui 3 cover e 4 pezzi originali. L’intro strumentale “Brains” ci porta in 48 secondi nella terra macabra dei zombie e dell’oscurità. Segue “(I wanted to be a) Superhero” un buon classico punk a tre accordi. Sembra d’essere ad un live degli Exploited e non mancano i cori Oi!Oi!Oi! La festa continua con “Hybrid Moments” dei Misfits che detto per scherzo potrebbe essere anche un bootleg dei Misfits stessi, chi potrebbe dire la differenza con un suono cosi? Spettri e demoni pullulano dalla “Skeletons”, la melodia avvolgente del ritornello e l’ipnotico assolo alla fine del pezzo fanno d’essa forse il pezzo migliore del EP. “Sonic Reducer” e “Astro Zombies” sono le altre due cover sul disco. “Sonic Reducer” e un pezzo classico del repertorio punk-rock, scritto nel ’77 dai Dead Boys e coverizzatto dai grandi come Guns ‘N’Roses e Pearl Jam. Devo dire che la versione dei TvZombies è persuasiva ed ha le palle, belli anche i cori. I due minuti sfrenati di “Evilution concludono questo figo EP e ci confermano un pò la sensazione che si ha all’inizio con “Superhero”, ovvero che i ragazzi oltre al horror punk anni ’70 abbiano bevuto anche dal pozzo californiano anni ’90. Finiamo con la raccomandazione di andarci piano però con il bere e non sbronzarsi di brutto! Complimenti per il disco.

http://www.facebook.com/pages/TeleZombies/319932104750518

Nicola Barghi – Il tessuto artistico del talento

nicola barghi

A cura di Roberto Ivaldi

Ci sono storie che non stancano mai, e col passare del tempo diventano sempre più emozionanti. Storie che lasciano un segno talmente forte dal quale si può solo lasciarsi trascinare. Come una mano impazzita che scrive versi senza sosta su un pezzo di carta, allora ecco che la storia diventa memoria e ispira a creare una storia del tutto nuova. Nicola Barghi ha iniziato così il suo percorso, quando nel 1988 a soli 8 anni sfiora con curiosità i tasti del pianoforte portato a casa dal padre Andrea (noto fotografo naturalista). Nato e cresciuto nella bellissima Toscana, frequenta la scuola media a indirizzo musicale componendo musica per pianoforte e altri strumenti e creando da sé i brani da portare ai saggi di fine anno. Fino a quando in età più matura, ascoltando la musica dei grandi gruppi rock inglesi, passando per il repertorio classico e i grandi Beatles si avvicina ancora a vari strumenti musicali, e inizia a realizzare le sue composizioni originali. In cinque anni crea ben 50 brani che scrive, suona, canta, arrangia e produce nel suo studio di registrazione Elfland. Nel 2001 scrive la musica per il cd multimediale “Luci e Silenzi” in collaborazione con le immagini scattate dal padre, che diventa il suo primo lavoro ufficiale, a cui segue nel 2002 “I Must Be Wrong”, lavoro creato e prodotto in autonomia, ricevendo apprezzamenti positivi. Un particolare evento accade l’anno prima, quando a Milano ha l’occasione di incontrare Sir Paul McCartney e di regalargli una copia del suo “I Must Be Wrong”. Un mese dopo, la MPL, nota casa discografica di New York appartenente a McCartney, invia a Nicola una lettera di apprezzamento per il suo pregevole lavoro.“I Must Be Wrong” contiene 12 brani che sprigionano fin da subito un aroma antico, dove musica e parole diventano un tessuto artigianale e grezzo ricco di valori artistici che Nicola esprime, coinvolgendo l’ascoltatore con riflessi e ombre melodiche che giocano a nascondino e suoni mai riempitivi. Pezzi come “My Soul”, “Sue Torp” e “I Must Be Wrong” raccontano uno stile british, dove l’artista mette in mostra tutta la sua creatività, e dove le imperfezioni non rappresentano un limite, ma un punto di forza. Nel 2002 compone musica per quartetto d’archi, per il Tg “Leonardo” di RaiSat. Tra il 2003 e il 2004, forma la sua prima band e porta la sua musica in giro per la Toscana con numerosi concerti e partecipando a contest regionali e a trasmissioni Tv locali e satellitari. A Novembre 2004 il singolo del suo nuovo albumTime of Vår” viene trasmesso dal programma “Demo” di Radio Uno. A fine anno completa il secondo lavoro “Mind State” in collaborazione con Steven Carling. “Mind State” offre una visione sperimentale e psichedelica di 12 stati emotivi che la mente umana attraversa con un’opera totalmente strumentale, elaborando un’improvvisazione quasi mistica. Nel 2005 esce il suo terzo album,“Time of Vår”, e il videoclip della title track viene selezionato dalla Terres des Hommes, per una campagna di sensibilizzazione sul tema della fame nel mondo. Il video entrerà a far parte anche dell’archivio nazionale della Videoteca Candiani di Mestre. Nello stesso anno si esibisce alla prima edizione del MI AMI festival di Milano promosso da Rockit.it e alla 9° edizione del MEI di Faenza con stand, band e videoclip. “Time of Vår” si avvale di una forma musicale rinnovata, dove la linea melodica profonda è la prima componente a risaltare. Questo album offre una carica rock poliedrica e ricca di atmosfere, come in“Time of Vår” e “Back to the Rock”. Pezzi come “The Glass House Man” e “Alchemy” si presentano come maturi e riflessivi, pur generando una scossa elettrica di armonie sempre di grande impatto. Un album ricco di qualità, musica incisa per regalare intense sensazioni.

Nel 2006 Nicola Barghi forma la “NoOne Band”, suo personale tributo ai Beatles, realizzando a Giugno il suo primo tour estero in Svezia e ottenendo ottimo successo. Nello stesso mese l’emittente radio londinese Last.Fm manda in onda alcuni dei suoi pezzi. A Luglio debutta a Verona con il suo “Beatles Tribute” ,in chiusura all’evento “Reincanto”.Nel 2007 continuano le esibizioni live di entrambi i progetti, tra cui spiccano un “Beatles Tribute” formato da 6 musicisti sul palco e uno spettacolo con artisti d’eccezione come il pianista Stefano Bollani e Manuel Agnelli degli Afterhours. Nel 2008 la “NoOne Band” vince il primo premio come cover band a Lucca suonando “I Want You” e Nicola arriva secondo nella categoria “miglior voce” con il proprio brano “Non è un Gioco”. Numerose le successive esibizioni in varie location come al Borderline di Pisa, realizzando il sold-out, che lo portano a entrare in studio per registrare un altro album. Qui nasce il progetto “Italian Britpop” che inizia con il video del pezzo “Senza di lei” , selezionato dal Mestre Film Festival e anticipando la pubblicazione dell’album “Sunny Day”, prevista per Maggio, che segna il debutto con la storica casa discografica Carosello Records. In questo album Nicola sceglie di scrivere la maggior parte dei pezzi in italiano, rappresentando una novità artistica importante. Insieme alla sua band parte per un tour a Londra, la capitale mondiale del Britpop. Sette esibizioni in dieci giorni e un grande successo di pubblico, con conseguente riconferma per altri concerti nell’estate. Il tour lo porterà ad esibirsi anche tra Lazio, Puglia e Sicilia.

Sunny Day” è il risultato di una trasformazione artistica, a partire dall’introduzione di testi in italiano. La componente strumentale è un’evoluzione contemporanea di ritmiche sempre accese e con un’anima rock viva più che mai, ed una qualità vocale tecnicamente sviluppata che assume colori espressivi interessanti. “Un po’ più su” e “Senza di lei” aprono con spirito energico, in “Reazione Chimica”, “Oggi, forse”,“Helsing” e “Sunny Day” è evidente il percorso dell’artista, che non tradisce le sue radici british style, anzi trova un modo totalmente innovativo per affermare la propria vena artistica che fluisce con apparente leggerezza, ma che mostra un lavoro composto con grandi capacità artistiche e dedizione professionale.“Assolutamente” è un pezzo notevole.“Non è un Gioco” intreccia varie melodie con magistrale abilità e una voce molto raffinata. Un tessuto che da grezzo e artigianale, si è affinato sino a diventare un velluto sonoro di talento puro. Nel 2011 la collaborazione con l’ex GF Guido Genovesi che lo porta a scrivere la musica del pezzo “Bunga Bunga” (testo scritto da Genovesi), ottenendo grande successo nazionale, pezzo al quale si interessa anche Radio Deejay che utilizzerà il jingle per la trasmissione del famoso Trio Medusa. Il video di “Bunga Bunga” totalizzerà più di 9000 visualizzazioni in pochi giorni. Altri brani come “Oggi”, “Forse” e “Senza di Lei” verranno utilizzati sempre da Radio Deejay come jingles per alcune trasmissioni. Ma il tour non si ferma, e oltre ad esibirsi in Italia, fa tappa ancora in Svezia dove la band di Nicola realizza un grandissimo successo, confermando quanto il pubblico scandinavo sia ideale per il progetto di Nicola Barghi, “Italian Britpop”. E il viaggio continua…In conclusione, questa storia racconta la straordinaria vita artistica di un musicista creativo e sempre alla ricerca, sfidandosi e sperimentando con carattere ed entusiasmo. Personalmente mi auguro che questo viaggio possa proseguire con la visibilità che Nicola Barghi merita, riuscendo a catalizzare il mondo nella sua musica. Una musica le cui corde sonore stimolano emotività nascoste, rievocando ancora una volta quell’aroma antico che solo il tessuto artistico del talento possiede.

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Indovena – rock labronico su Livorno Alternativa

Gli Indovena, rock band livornese ,esordisce nel 2004 con l’EP “Sammy“; in seguito partecipano ad alcuni concorsi con ottimi risultati fino a che nel 2006 vincono la 18° edizione di Rock Targato Italia. La vittoria consente al trio di figurare nella compilation 2007 della manifestazione musicale di fianco a nomi quali Marlene Kuntz, Estra e Scisma con il brano “L’inerzia di Nelson nel sonno“. Nel 2007 il trio labronico pubblica il suo vero e proprio esordio, “La Sfilata di Cerbero” (LadyMusicRecords), album ben accolto dagli addetti ai lavori e apprezzato dal pubblico anche grazie alla rotazione radio-televisiva del singolo “Panico” (Videoclip di Stefano Poletti). Grazie a questo esordio la stampa definisce gli Indovena “percussivi ed energici” e il loro stile “un incontro tra rock, pop, grunge e psichedelia“. Nel 2010 esce “Lascia andare la marea” (Inconsapevole Records): suono risoluto e compatto, melodie ben definite, testi in cui fluiscono le emozioni più intime e con la giusta dose di coscienza. Nove brani in cui la vena rock degli Indovena esplode a più riprese con prepotenza e naturalezza entrando in sano conflitto con i passaggi più romantici, il lato pop. Il titolo dell’album ben rappresenta il modo di essere e di fare musica degli Indovena. Un’esortazione a liberare le emozioni trattenute e represse ma pronte a rigonfiarsi come fa la marea seguendo le lune e senza che nessuno possa arrestarla. Nel contempo “Lascia andare la marea” è un invito a lasciar perdere i movimenti della massa (il conformismo) e un auspicio rivolto al pubblico perché si faccia trasportare dalle canzoni dell’album come da una marea, che può cullarlo ma anche, in certi frangenti, scuoterlo con violenza. Da quest’ultimo disco sono estratti i due singoli “Il Sogno Di Yoko” e “Il Gioco Dell’Estate“. 

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