D8 Dimension – Ottimo disco, tematiche profonde, grande produzione!


di Nicola Furlanetto

I D8 Dimension sono una band proveniente da Livorno.

Nati nel 2009, dopo molte esibizioni live nel 2012 il quintetto amplia la sua formazione con l’innesto di synth e campionatori, per arricchire il suo sound alternative/metal con coloriture d’elettronica.

Da questa scelta artistica nasce Octocrura, un “EP esteso” come definisce la band stessa, prodotto all’insegna della politica del “DIY” e che è da pochi mesi in vendita sulle varie piattaforme digitali che si trovano in rete.

Fin dal primo brano, come in tutto il disco, è in primo piano il background alternative metal dal sapore 90’s, che a sprazzi, e spero sia un complimento, mi ricorda band come Disturbed, i primi Incubus, Rammstein e Faith No More.

Ma non aspettatevi banali melting pot di questi gruppi. I D8 Dimension hanno le idee chiare e la nuova componente elettronica, dosata con intelligenza, dona originalità al sound della band.

L’inizio del disco è molto deciso e fitto di atmosfere scure, tipiche dell’industrial e del metal, ma già nel finale della seconda traccia, Inferno, troviamo bellissimi momenti strumentali e psichedelici.

A metà del disco, come a dar respiro all’ascoltatore ormai immerso in questa cupa dimensione, viene inserito un breve ed ipnotico brano strumentale, title-track dell’album e preludio a “Poisoned Hamster”.

Il brano si apre con il campionamento di una voce che dice: “Why the men is gone crazy?”, un incipit che introduce l’argomento del testo, la schizofrenia. Perché la forza della band non passa solo attraverso il loro granitico sound, ma anche dai testi che ci esortano a non avere paura del cambiamento (“Vrock”), a non farci lobotomizzare da tv e social network o a riflettere sulla religione e sulla coerenza (“S.O.M.E.”).

In sintesi, Octocrura è un ottimo disco, che consiglio a tutti gli amanti del genere, suonato ed arrangiato molto bene, prodotto ancora meglio e che soprattutto invita a farci riflettere su tematiche molto delicate e legate alla quotidianità di noi tutti, invece di raccontarci storielle d’amore o drammi esistenziali.

Nicola Furlanetto

 

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