I giovanissimi ReDust da Ponsacco


ReDust Livorno

by B.B.(Non Sono Bridgitte)

Oggi parliamo di un gruppo di ragazzi giovanissimi con “il sogno di diventare grandi con la propria musica e per questo ogni giorno mettono anima e corpo nel loro gruppo: ReDust.”

Con questa bella dichiarazione si firmano e si presentano i Re-Dust che sono:Francesco Marino (voce e chitarra solista), Fabio Fatticcioni (chitarra ritmica), Marco Maione (basso) e Nicolò Selmi (batteria): hanno tutti 19 anni e vengono da Ponsacco in provincia di Pisa.

I ragazzi magari non avranno molta esperienza ma non si può certo dire che gli manchi l’entusiasmo. Spesso, a quest’ età, un sogno e la voglia di fare possono  davvero bastare e magari, loro,  riescono ancora a vedere la musica più bella di quello che è effettivamente diventata oggigiorno.In Italia dico.

Detto questo non significa che i ReDust non sappiano suonare. Al contrario, si nota un’ottima tecnica di tutti i singoli membri e una sviluppata armonia nel suonare insieme.  Anche gli arrangiamenti sono notevoli, così come la qualità della registrazione. Di certo quello che manca alla neo-band, non è il “come” ma il “cosa” della loro rappresentazione: è la maturità che sta dietro ai loro pezzi ad essere un pò carente; sia dal  lato musicale, sia  per ciò che concerne quello testuale; la strada non è delle più brevi , ma c’e’ tutto il tempo , la voglia e il carisma per percorrerla come si deve!

Sul loro primo EP, i ReDust ci propongono cinque brani alternative/progressive rock. “Get Your Ticket” è un pezzo che parla appunto “dei sogni e di quanto sia difficile realizzarli”. Segue il lento “December’s Memories” che ci fa rimembrare i Muse.  Il “First Aid Sky” invece è secondo noi il pezzo migliore del disco, perché possiede una maturità e una intensità emotiva che gli altri non hanno. L’arrangiamento è insolito, senza un distinto ritornello, ma con una bellissima strofa cantata con un emozione che definire persuasiva, forse, è poco. E’ proprio in questa canzone che la voce di Marino trova la sua espressione migliore ed è proprio in questa direzione che proseguirei, fossi in voi….

“Illusion” denuncia la leggerezza della gente che vive nella propria fantasia invece che nella realtà. Dopo la strofa, improvvisamente , si apre un  bello spazio con il basso distorto in sottofondo; da notare anche la  dinamica di  apertura della track  creata dalla chitarra che ben si muove.

L’ultimo pezzo è “The Labyrinth Of Empty Souls” dal tema un po’ controverso sulla libertà dell’uomo. Ci sono, come avete avuto modo di leggere, dei buon tentativi di imbattersi in tematiche non proprio tipiche della giovane età degli autori in questione.

Concludiamo la recensione con un augurio di buon lavoro ai ragazzi e con il piacere di aver assistito al tipico esempio di quando la musica, lo stare insieme e il trascorrere molto tempo a contatto si possano sempre tradurre in arte ; che poi non sia un “ars” ancora originalissima mi sembra solo un evidente dato dettato dalla poca esperienza accumulata dai quattro. Alla prossima!  by B.B.(Non Sono Bridgitte)

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